IGP
La piadina, o piada, romagnola figura attualmente al numero 193 nell’elenco che raggruppa i prodotti tipici italiani certificati. Compare nella tipologia “Prodotti di panetteria, pasticceria” con la categoria IGP per la regione Emilia-Romagna (province di Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna e Bologna).
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IGP

La piadina, o piada, romagnola figura attualmente al numero 193 nell’elenco che raggruppa i prodotti tipici italiani certificati. Compare nella tipologia “Prodotti di panetteria, pasticceria” con la categoria IGP per la regione Emilia-Romagna (province di Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna e Bologna), tramite l’atto numero UE 1174 del 24/10/14 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in data 04/11/14.

Il termine Indicazione Geografica Protetta, meglio noto con l’acronimo IGP, indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.

Per ottenere la IGP, quindi, quattro quinti del processo produttivo devono avvenire in una particolare area.

Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Per indicazione geografica, si intende il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare: come originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e del quale una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuite a tale origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.

(Articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 510/2006[1])